Rovigo, i Capabrò vincono il Premio Amnesty 2026
31/07/2026
I Capabrò hanno conquistato la ventinovesima edizione del Premio Amnesty International nella sezione Emergenti con il brano “Lavorare fa schifo”. Il trio rock marchigiano ha ottenuto anche il riconoscimento assegnato dalla giuria popolare, chiudendo con una doppia vittoria la finale del festival “Voci per la libertà – Una canzone per Amnesty”, ospitata in piazza Vittorio Emanuele II a Rovigo.
Una canzone dedicata alle vittime sul lavoro
Il brano premiato affronta il rapporto tra lavoro, dignità personale e condizioni che costringono molte persone a organizzare l’intera esistenza intorno alla propria occupazione. Al momento della premiazione, i Capabrò hanno dedicato il risultato a chi vive per lavorare e alle vittime degli incidenti professionali, richiamando un tema sociale che continua a occupare uno spazio centrale nel dibattito pubblico.
La vittoria è stata decretata da una giuria composta da giornalisti, musicisti, operatori culturali ed esponenti di Amnesty International. Tra i componenti figuravano rappresentanti di Radio Popolare, Radio Capital, Radio Latte e Miele, Radio Elettrica e Radio 41, insieme a cantautori, critici musicali e responsabili di festival e associazioni.
Il Premio della critica è stato assegnato a Esdra con il brano “Destà”, mentre il riconoscimento dello staff è andato a I Marilyn per “Arca di Noè”. La presenza di premi distinti ha permesso di valorizzare proposte musicali differenti per stile, linguaggio e capacità di affrontare temi legati ai diritti umani.
Musica e diritti umani nel centro di Rovigo
La finale ha concluso un programma articolato di concerti, dibattiti, esposizioni e performance. Per diversi giorni Rovigo ha ospitato incontri dedicati al divario di genere, alla condizione delle persone detenute e alla libertà di espressione, trasformando la musica in uno strumento di confronto sui principali temi civili e sociali.
Le serate sono state condotte da Savino Zaba, Manola Borgato e Carmen Formenton. Sul palco sono saliti anche artisti già affermati della scena italiana, tra cui Murubutu, Dente, Francamente e Ibla, che hanno arricchito il cartellone con esibizioni e contributi legati al rapporto tra arte, responsabilità e partecipazione.
Il vicesindaco Andrea Bimbatti ha portato il saluto dell’Amministrazione comunale, sottolineando la continuità del rapporto tra Rovigo e una manifestazione capace di richiamare pubblico, artisti e associazioni da diverse parti d’Italia.
“Fai sentire la tua voce” al centro dell’edizione
Lo slogan scelto per il 2026, “Fai sentire la tua voce”, ha accompagnato l’intero festival. Il direttore artistico Michele Lionello e la presidente di Amnesty International Italia, Alba Bonetti, hanno evidenziato la partecipazione registrata durante gli appuntamenti e il valore di un progetto che utilizza le canzoni per raccontare violazioni, disuguaglianze e richieste di libertà.
“Voci per la libertà – Una canzone per Amnesty” è promosso dall’Associazione Voci per la libertà APS, in collaborazione con Amnesty International Italia, il Comune di Rovigo, organizzazioni sindacali, realtà formative, associazioni sociali e progetti dedicati alla parità di genere e al rapporto tra carcere e società.
L’iniziativa ha ricevuto il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. La vittoria dei Capabrò entra ora nell’albo d’oro di un premio nato per riconoscere le opere musicali capaci di unire qualità artistica e attenzione ai diritti fondamentali.
Articolo Precedente
Zls Venezia-Rodigino, il Veneto chiede più incentivi
Articolo Successivo
Rovigo, conti in equilibrio: fondi per Maddalena e San Pio X
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to