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Criminalità in Veneto, Stefani: “Serve responsabilità collettiva. Portiamo la cultura della legalità nelle scuole”

23/05/2026

Criminalità in Veneto, Stefani: “Serve responsabilità collettiva. Portiamo la cultura della legalità nelle scuole”
Foto di: “<a href="https://www.flickr.com/photos/annalisaceolin/14233984776" title="Giovanni Falcone,the judge murdered by the Mafia. THIS PHOTO IS NOT 'MY.">Giovanni Falcone,the judge murdered by the Mafia. THIS PHOTO IS NOT 'MY.</a>” di <a href="https://www.flickr.com/photos/annalisaceolin/">annalisa ceolin NO new Flickr</a>, <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.0/deed.it" rel="license noopener noreferrer">CC BY-NC-SA 2.0</a>

Un forte richiamo alla responsabilità delle istituzioni e della società civile nella lotta alla criminalità organizzata. È quanto emerso durante la seduta della Quarta commissione consiliare del Veneto che ha ascoltato in audizione la procuratrice capo di Venezia Alessandra Dolci.

L’incontro è stato dedicato all’approfondimento dei fenomeni criminali in Veneto, con particolare attenzione alle infiltrazioni della criminalità organizzata nell’economia regionale e nei contesti più vulnerabili.

Stefani: “Non consideriamo le mafie un problema lontano”

Nel corso della seduta è intervenuto il presidente Alberto Stefani, che ha espresso apprezzamento per il contributo fornito dalla procuratrice.

“Desidero esprimere un sincero apprezzamento per il contributo offerto oggi dalla procuratrice Dolci – ha dichiarato Stefani –. Il suo intervento ha rappresentato un richiamo forte alla responsabilità collettiva delle istituzioni e della società civile nella difesa della legalità e nel contrasto a ogni forma di criminalità organizzata”.

Il presidente ha inoltre sottolineato la necessità di mantenere alta l’attenzione anche in Veneto.

“Non dobbiamo considerare le mafie come un fenomeno confinato ad altre realtà territoriali. Anche il nostro Veneto deve mantenere alta l’attenzione soprattutto rispetto ai tentativi di infiltrazione nell’economia e nei contesti più vulnerabili”, ha affermato.

“Investire sulla cultura della legalità”

Stefani ha evidenziato l’importanza di promuovere percorsi educativi rivolti alle nuove generazioni, puntando sulla diffusione della cultura della legalità.

“È fondamentale investire nella cultura della legalità a partire dall’educazione delle nuove generazioni”, ha spiegato.

Nel corso dell’audizione il presidente ha condiviso la proposta avanzata dalla procuratrice Dolci di organizzare incontri e testimonianze negli istituti scolastici del Veneto.

“Parlare ai giovani significa seminare senso dello Stato”

“Costruire insieme un percorso di visite negli Istituti è indispensabile, perché la lotta alla mafia comincia prima di tutto dalla consapevolezza del fenomeno nei giovani cittadini”, ha dichiarato Stefani.

“Parlare ai ragazzi significa seminare senso dello Stato: in questo, le istituzioni hanno il dovere di essere unite e credibili”.

Il presidente ha infine richiamato il valore simbolico dell’anniversario della strage di Capaci, ricordando il pensiero del giudice Giovanni Falcone.

“Falcone considerava i giovani motore di cambiamento e liberazione dalle mafie, nella convinzione che la lotta alla criminalità dovesse essere principalmente un fatto culturale da costruire attraverso l’educazione”, ha concluso.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to