Emergenza idrica in Veneto: firmata l’Ordinanza 72
28/07/2026
Lo stato di emergenza idrica è stato dichiarato su tutto il territorio del Veneto. Il presidente della Giunta regionale ha firmato l’Ordinanza numero 72, adottata dopo una prolungata carenza di precipitazioni che ha ridotto le portate dei fiumi, abbassato le falde acquifere e compromesso le riserve disponibili. Le piogge cadute recentemente hanno attenuato solo per breve tempo la pressione sul sistema idrico, mentre le previsioni indicano un nuovo aumento delle temperature e condizioni meteorologiche ancora sfavorevoli.
Precipitazioni ridotte del 28% e falde ai minimi storici
Le rilevazioni effettuate dai tecnici regionali descrivono una situazione particolarmente severa nella pianura veneta e nei principali bacini. Le precipitazioni risultano inferiori del 28% rispetto alla media storica, con un deficit stimato in circa 2,4 miliardi di metri cubi d’acqua.
Anche il fiume Adige mostra segnali di forte sofferenza: la sua portata è scesa del 21% rispetto ai valori medi stagionali. Le falde acquifere hanno raggiunto livelli minimi in diverse aree della pianura, mentre la riserva nivale si è esaurita con largo anticipo. A incidere sono state soprattutto le temperature anomale registrate tra aprile e maggio, che hanno accelerato lo scioglimento della neve accumulata sulle montagne.
Il quadro ha spinto la Regione ad attivare misure straordinarie e a richiamare amministrazioni locali, imprese e cittadini a un utilizzo più controllato dell’acqua potabile.
Aretusini: «Serve la responsabilità di ciascuno»
L’assessore regionale all’Ambiente, Michele Aretusini, ha definito l’acqua il bene comune più prezioso, chiedendo una collaborazione diffusa per limitarne lo spreco. La Regione, ha spiegato, sta lavorando per promuovere una gestione sostenibile delle risorse, ma anche le abitudini domestiche possono incidere sui consumi complessivi.
Ogni cittadino utilizza mediamente circa 220 litri di acqua potabile al giorno. A questo dato si aggiunge la cosiddetta impronta idrica indiretta, cioè l’acqua necessaria per produrre alimenti, abbigliamento e beni di uso quotidiano. Secondo le stime riportate dalla Regione, per ottenere un chilogrammo di carne bovina possono servire oltre 15.000 litri d’acqua, mentre la produzione di una maglietta di cotone ne richiede circa 2.500.
Le indicazioni per ridurre gli sprechi domestici
Il vademecum regionale invita a chiudere il rubinetto mentre ci si lava i denti o ci si insapona: un gesto che può evitare il consumo di circa sei litri al minuto. Per l’igiene personale viene consigliata la doccia al posto della vasca, con un risparmio che può raggiungere i 100 litri per ogni utilizzo.
Lavatrici e lavastoviglie dovrebbero essere avviate esclusivamente a pieno carico, scegliendo quando possibile i programmi Eco. La Regione chiede inoltre di evitare l’impiego di acqua potabile per lavare automobili, cortili e vialetti.
Per orti e giardini, l’irrigazione dovrebbe essere concentrata nelle ore serali, quando le temperature più basse limitano l’evaporazione. Anche l’acqua utilizzata per lavare frutta e verdura può essere raccolta e riutilizzata per innaffiare piante e vasi. Le indicazioni resteranno centrali durante la fase di emergenza, mentre proseguirà il monitoraggio di fiumi, falde e bacini regionali.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali.