Garda, l’emergenza pesce siluro arriva al tavolo regionale: Bond promette sostegno a pescatori e filiera
26/03/2026
La diffusione del pesce siluro nel Lago di Garda è finita al centro di un confronto promosso dalla Regione del Veneto con pescatori professionali, tecnici e rappresentanti istituzionali, in un incontro convocato dall’assessore regionale alla Pesca Dario Bond. Il tema è ormai considerato una criticità ambientale ed economica di primo piano: il siluro, specie alloctona e altamente invasiva, ha aumentato la propria presenza nel lago ed è ritenuto un super-predatore capace di alterare gli equilibri della fauna ittica locale.
L’appuntamento, ospitato a Cisano di Bardolino, nasce dalla pressione arrivata dal territorio e dal mondo della pesca, che da tempo segnala l’impatto crescente di questa specie sulla biodiversità del Garda e sull’attività professionale. Bond ha riconosciuto apertamente la gravità del fenomeno, ma ha anche indicato una possibile via d’uscita: trasformare il problema in una opportunità economica, valorizzando commercialmente il siluro anziché considerarlo soltanto uno scarto da smaltire.
Contenere il predatore e costruire uno sbocco di mercato
Secondo quanto emerso durante il confronto, il pesce siluro dispone già di un mercato consolidato soprattutto in alcuni Paesi del Nord e dell’Est Europa, tra cui Germania, Polonia e Repubblica Ceca. È su questa base che la Regione intende lavorare insieme ai pescatori: contenere l’impatto ambientale della specie e, allo stesso tempo, rafforzare una filiera commerciale strutturata che possa dare stabilità ai conferimenti e valore economico alle catture. La linea illustrata da Bond punta quindi a un doppio obiettivo, ambientale e produttivo.
L’assessore ha parlato della necessità di garantire ai pescatori uno sbocco certo, capace di dare continuità al mercato. In questa prospettiva, la cattura del siluro verrebbe inserita in un sistema più ordinato, in grado di sostenere la redditività della pesca professionale gardesana proprio mentre si cerca di ridurre la pressione esercitata dal predatore sulle specie autoctone del lago.
Aiuti ai pescatori e fondi europei per attrezzature e stoccaggio
Accanto alla prospettiva commerciale, Bond ha posto l’accento sul sostegno diretto alla categoria dei pescatori, definita una realtà importante ma non strutturata su larga scala. Il punto, ha spiegato, è accompagnare il cambiamento del sistema di pesca con strumenti concreti: sperimentazione, acquisto di attrezzature adeguate, nuove reti e supporto logistico. L’invasione del siluro, infatti, modifica non soltanto il quadro ecologico del Garda, ma anche le modalità tecniche con cui si pesca.
In questo quadro la Regione guarda anche ai fondi europei del FEAMPA, che potrebbero essere utilizzati per sostenere il settore con interventi specifici, come la realizzazione di centri di stoccaggio temporaneo. Nei mesi più caldi, la conservazione del pesce a temperatura controllata diventa infatti decisiva per mantenerne qualità e valore commerciale. Il riferimento ai fondi europei era già emerso in precedenti confronti sul tema e viene ora ripreso come uno degli strumenti operativi da mettere in campo.
Non solo siluro: sul Garda preoccupa anche il cormorano
Nel corso dell’incontro è emersa anche un’altra criticità che pesa sull’equilibrio del lago, quella rappresentata dal cormorano. Bond ha spiegato che sarà necessario aprire un’interlocuzione con Ispra per arrivare a un piano specifico sul Garda, dal momento che la pressione predatoria di questo animale può incidere in modo significativo sulla fauna ittica, fino a compromettere anche il novellame, cioè la base della pesca futura. Il tema del contenimento del cormorano era già stato posto nelle settimane scorse nel dibattito politico regionale.
L’incontro di Cisano viene letto dalla Regione come il primo passo di una strategia condivisa. Bond ha scelto una linea prudente, senza anticipare soluzioni definitive, ma ha parlato di segnali positivi emersi dal confronto con tutti i soggetti coinvolti. Il messaggio è chiaro: per il Garda si apre una fase nuova, costruita sul dialogo tra istituzioni e pescatori professionali, con l’obiettivo di difendere una categoria storica del lago e di affrontare in modo integrato le criticità ambientali che stanno mettendo sotto pressione il sistema ittico gardesano.
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