Nord Italia, cinque Regioni unite sulle politiche industriali
03/09/2026
Veneto, Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna e Liguria avviano una cabina di regia comune sulle politiche industriali, costruita insieme a Confindustria per coordinare strategie e strumenti a sostegno delle imprese del Nord Italia. Il primo incontro è in programma a Torino e riunirà gli assessori regionali allo Sviluppo economico con l’obiettivo di individuare priorità condivise su competitività, innovazione, energia, automotive, siderurgia e filiere tecnologiche.
Nasce un coordinamento tra cinque Regioni del Nord
L’iniziativa punta a superare interventi frammentati e a creare una piattaforma capace di affrontare problemi comuni ai principali territori manifatturieri italiani. Il Veneto parteciperà al tavolo con l’assessore allo Sviluppo economico Massimo Bitonci, che ha indicato nella collaborazione interregionale uno strumento per rafforzare la capacità di risposta alle trasformazioni che stanno interessando il sistema produttivo.
Il coordinamento coinvolgerà cinque Regioni caratterizzate da una forte presenza industriale ed esportatrice. Il confronto con Confindustria dovrà servire a individuare misure condivise e possibili interventi da proporre anche a livello nazionale, concentrandosi sulle esigenze delle aziende che operano nelle principali filiere manifatturiere.
Veneto, manifattura in crescita del 3,3%
Bitonci ha richiamato i dati dell’economia veneta, dove risultano attive circa 500 mila imprese. Nel secondo trimestre del 2026 la produzione manifatturiera regionale ha registrato una crescita tendenziale del 3,3%, mentre il tasso di utilizzo degli impianti è salito al 72%.
Tra i comparti con dinamiche superiori alla media regionale figurano macchine elettriche ed elettroniche, gomma-plastica e mezzi di trasporto. Secondo l’assessore, questi numeri mostrano la capacità del sistema produttivo veneto di investire nelle attività ad alta intensità tecnologica e di affrontare i cambiamenti legati alla digitalizzazione e alla trasformazione dei processi industriali.
Automotive, aerospazio e microelettronica tra le priorità
Il tavolo di Torino affronterà alcuni dei comparti considerati strategici per l’economia settentrionale. Tra questi figurano automotive e siderurgia, settori sottoposti a forti pressioni legate ai costi energetici, alla concorrenza internazionale e alla transizione tecnologica.
Il Veneto intende portare nel confronto anche le proprie filiere emergenti e consolidate. Tra quelle indicate figurano aerospazio, Blue Economy, microelettronica, biomedicale, energia e agroindustria.
Per l’aerospazio il territorio regionale può contare su poli tecnologici e imprese specializzate nella componentistica avanzata. La Blue Economy viene collegata invece alla presenza di oltre 150 chilometri di costa e al ruolo dei porti di Venezia e Chioggia. Nel campo della microelettronica l’attenzione è rivolta alla componentistica per semiconduttori, mentre il biomedicale rappresenta un altro settore nel quale operano aziende fortemente orientate all’innovazione.
Semplificazioni e autorizzazioni più rapide per gli investimenti
Un altro capitolo del confronto riguarderà le procedure amministrative. Il Veneto propone di utilizzare l’esperienza della ZLS e dell’autorizzazione unica come possibile modello da estendere e coordinare su scala interregionale.
L’obiettivo è ridurre i tempi necessari per autorizzare nuovi investimenti e diminuire il numero di adempimenti richiesti alle aziende, offrendo procedure considerate più rapide e prevedibili.
Il tema dell’energia sarà affrontato anche in relazione alla competitività dei costi sostenuti dalle imprese, mentre per l’agroindustria l’attenzione sarà rivolta alla capacità di combinare produzione territoriale, qualità ed export.
Il primo confronto parte da Torino
Il vertice torinese rappresenta il primo passaggio operativo della nuova collaborazione tra gli assessorati allo Sviluppo economico delle cinque Regioni. Il percorso dovrà portare alla definizione di posizioni comuni e strumenti condivisi da mettere a disposizione delle imprese del Nord.
Secondo Bitonci, il coordinamento può diventare un’occasione per rafforzare il ruolo di una delle principali aree produttive europee e costruire risposte comuni su investimenti, innovazione industriale, trasformazione tecnologica e semplificazione amministrativa.
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