Pensioni, Anap Veneto: assegni bassi e tasse troppo alte
26/04/2026
Il pagamento delle pensioni di maggio partirà dal giorno 4, per effetto del calendario bancabile, ma per Anap Confartigianato Imprese Veneto il vero problema non riguarda la data dell’accredito. L’associazione punta il dito contro assegni giudicati troppo bassi, aumenti ritenuti insufficienti e una pressione fiscale che continua a ridurre il potere d’acquisto dei pensionati, in particolare di chi ha lavorato una vita nell’artigianato.
Il presidente di Anap Veneto, Severino Pellizzari, sottolinea che il rinvio di qualche giorno può creare disagi, ma non rappresenta il nodo centrale. A pesare, secondo l’associazione, sono l’erosione provocata dall’inflazione, il costo crescente di energia e carburanti e una tassazione sulle pensioni tra le più elevate in Europa.
In Veneto pensioni artigiane medie a 1.286 euro
Secondo i dati dell’Osservatorio Inps sulle pensioni vigenti al 1° gennaio 2026, i pensionati artigiani del Veneto percepiscono in media 1.286,17 euro al mese. La cifra sale a 1.476 euro se si considerano anche reversibilità e invalidità, ma resta comunque inferiore rispetto ai livelli registrati in altre regioni del Nord, come Lombardia, Trentino-Alto Adige ed Emilia-Romagna.
L’adeguamento previsto per il 2026, fermo all’1,4% sulla base dell’indice Istat, produce per un pensionato artigiano veneto un aumento medio di circa 18 euro al mese. Un incremento che porta l’assegno poco sopra i 1.300 euro, ma che secondo Anap non basta a compensare la crescita dei costi essenziali.
Le stime richiamate dall’associazione indicano per le famiglie aumenti tra i 350 e i 600 euro l’anno per energia e utenze. In questo quadro, gli incrementi delle bollette rischiano di assorbire molte volte l’aumento medio riconosciuto sulle pensioni, rendendo ancora più fragile il bilancio di chi vive con redditi fissi.
Potere d’acquisto in calo dal 2009
Anap Veneto evidenzia che il problema non nasce con il calendario di maggio, ma arriva da un lungo processo di perdita di valore reale degli assegni. Dal 2009 al 2025, una pensione lorda di 1.200 euro avrebbe perso circa 70 euro al mese di potere d’acquisto, pari a quasi 900 euro l’anno.
L’erosione viene attribuita all’effetto combinato di inflazione e prelievo fiscale, che nel tempo ha neutralizzato anche parte degli interventi di riforma introdotti sul fronte tributario. La dinamica colpisce soprattutto le pensioni basse e medio-basse, ma incide anche sugli assegni medio-alti rivalutati solo parzialmente rispetto all’aumento dei prezzi.
Per Pellizzari, le voci di spesa incomprimibili, come energia, carburanti e utenze, incidono direttamente sulla vita quotidiana dei pensionati. Un adeguamento di pochi euro al mese, secondo il presidente di Anap Veneto, appare quindi sproporzionato rispetto alla realtà dei costi sostenuti dalle famiglie.
Tassazione tra le più pesanti in Europa
Un altro punto critico riguarda il carico fiscale. Anap Veneto sostiene che l’Italia resti tra i Paesi europei con il prelievo più alto sulle pensioni. Su un assegno medio di circa 1.500 euro, la trattenuta può arrivare a una cifra compresa tra 300 e 600 euro al mese, con un peso fino al 30% superiore rispetto alla media europea.
Il confronto richiamato dall’associazione riguarda Paesi come Germania, Francia e Spagna, dove le aliquote sulle pensioni risultano sensibilmente più contenute. Per Anap, questa differenza contribuisce a comprimere il reddito disponibile dei pensionati italiani e ad ampliare le disuguaglianze sociali e territoriali.
La questione viene posta anche come tema di equità. Chi ha lavorato nell’artigianato, secondo Pellizzari, si trova oggi con un reddito previdenziale sempre meno adeguato al costo della vita. Non si tratta quindi soltanto di una materia pensionistica, ma di un problema più ampio di tenuta sociale.
Le proposte: indice IPCA e bonus IRPEF da 960 euro
Di fronte a questo scenario, Anap Veneto rilancia alcune proposte condivise a livello nazionale dal CUPLA. La prima riguarda l’adozione dell’indice IPCA, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo a livello europeo, in sostituzione dell’attuale FOI, con l’obiettivo di rendere la rivalutazione delle pensioni più aderente alla reale dinamica dei prezzi.
Tra le misure indicate compare anche l’introduzione di un bonus IRPEF da 960 euro l’anno, pari a 80 euro al mese, destinato ai pensionati con redditi da pensione compresi tra 7.800 e 15.000 euro. Secondo Anap, l’intervento potrebbe interessare circa 3,6 milioni di persone e offrire un sostegno concreto soprattutto alle fasce medio-basse.
Il messaggio dell’associazione è netto: continuare a discutere solo delle date di pagamento rischia di spostare l’attenzione dal problema principale, cioè pensioni che non garantiscono più una vita dignitosa in un contesto segnato da bollette, mobilità e beni essenziali in aumento. Per Anap Veneto serve un cambio di passo sulle rivalutazioni e sulla tassazione.
Articolo Precedente
Made in Italy, premiate tre imprese venete: Poli, Midac e Zintek
Articolo Successivo
Rovigo, 25 Aprile celebrato con Consigli e corone
Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali.