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Rovigo Cello City 2026, dieci giorni di concerti e masterclass

26/08/2026

Rovigo Cello City 2026, dieci giorni di concerti e masterclass
Foto da: https://www.facebook.com/photo/?fbid=1596983272426673&set=a.443456297779382

Rovigo torna a mettere il violoncello al centro della propria programmazione culturale con la XIII edizione di Rovigo Cello City, in calendario dal 28 agosto al 6 settembre 2026. Dieci giorni tra concerti, masterclass e appuntamenti nei luoghi simbolo del centro storico, con interpreti internazionali e giovani talenti. Tra gli ospiti più attesi c’è Ludwig Quandt, da oltre trent’anni primo violoncello dei Berliner Philharmoniker, per la prima volta protagonista del festival rodigino.

Ludwig Quandt debutta a Rovigo con il Concerto di Schumann

Organizzata dall’associazione musicale “Francesco Venezze”, la rassegna utilizza la musica anche come strumento di valorizzazione del patrimonio cittadino. Gli appuntamenti saranno ospitati, tra gli altri, al Tempio della Beata Vergine del Soccorso, conosciuto come la Rotonda, alla Chiesa del Cristo e all’Auditorium Marco Tamburini.

Uno dei momenti centrali è fissato per domenica 30 agosto alle 21 al Tempio della Rotonda. Ludwig Quandt interpreterà musiche di Robert Schumann e Ottorino Respighi insieme all’Orchestra Giovanile Regionale Filarmonia Veneta, diretta da Elisabetta Maschio. Il violoncellista tedesco sarà inoltre impegnato in una masterclass il 28 e il 31 agosto, con sessioni dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18.

La componente formativa rappresenta uno degli elementi caratterizzanti di Rovigo Cello City. Nel ruolo di docenti e concertisti saranno presenti anche Miriam Prandi e Luca Magariello, entrambi protagonisti di masterclass rivolte ai giovani violoncellisti.

Da Bach a Piazzolla, il programma attraversa epoche e linguaggi

Lunedì 31 agosto, alla Chiesa del Cristo, sarà proposto “Suite poetica: Bach, il violoncello e l’assoluto”, progetto nato da un’idea di Marco Munaro che mette in relazione cinque testi inediti di poeti contemporanei con una delle Suites per violoncello solo di Johann Sebastian Bach.

Il primo settembre all’Auditorium Marco Tamburini si esibiranno Marina Pavani e Daniele Martinelli con musiche di Weinberg e Shostakovich. Il 2 settembre la Chiesa del Cristo ospiterà Thomas Prechal, vincitore del Cello Biennale Amsterdam 2024, con un programma che comprende Bach, Britten e una composizione dello stesso Prechal.

Giovedì 3 settembre Miriam Prandi suonerà alla Rotonda insieme alla pianista Gloria Campaner, affrontando pagine di Nadia Boulanger, Brahms, Fauré, Debussy e Piazzolla. Il giorno seguente sarà la volta di Luca Magariello e Cecilia Novarino, impegnati in un repertorio dedicato a Beethoven, Mendelssohn, Martucci e Brahms.

“Nubes” e il gran finale con otto violoncelli

Sabato 5 settembre l’Auditorium Marco Tamburini ospiterà “Nubes – Attraverso le frontiere”, con Francesco Dillon al violoncello e Alessandro Lanzoni al pianoforte. Il progetto intreccerà musica classica, jazz, improvvisazione e repertorio popolare brasiliano, con brani di Granados, Schnittke e dello stesso Lanzoni.

Il festival terminerà domenica 6 settembre alla Rotonda con l’ensemble “Cello’s Quartier”, formato da otto violoncellisti e guidato da Walter Vestidello, con la partecipazione della soprano Fabiana Visentin. Il programma spazierà da Piatti, Khachaturian, Bruckner e Villa-Lobos fino a Jobim e alla tradizione della canzone napoletana.

Concerti gratuiti e torna il gelato “al gusto violoncello”

L’ingresso agli eventi è libero e gratuito. È possibile assicurarsi il posto attraverso una prenotazione a pagamento, fino a esaurimento della disponibilità: 5 euro per i soci dell’associazione Venezze e 10 euro per i non soci. Le prenotazioni, iniziate il 23 agosto, resteranno disponibili fino a un’ora prima di ciascun appuntamento.

Torna anche una delle iniziative più curiose legate al festival: il gelato “al gusto violoncello” realizzato dalla Gelateria Godot. Sarà offerto gratuitamente a chi pronuncerà la parola d’ordine “La Re Sol Do”, corrispondente alle quattro corde a vuoto dello strumento.

L’assessore alla Cultura Erika De Luca ha indicato Rovigo Cello City come uno degli appuntamenti di riferimento della programmazione culturale cittadina, capace di collegare qualità musicale e promozione del patrimonio storico. La presidente dell’associazione Francesco Venezze, Nicoletta Confalone, ha invece sottolineato la notorietà raggiunta dalla manifestazione tra gli interpreti internazionali e il coinvolgimento costruito nel tempo con il pubblico locale.

Nato nel 2014, Rovigo Cello City conserva una forte vocazione didattica legata alla tradizione violoncellistica del Conservatorio di Rovigo, sviluppata attraverso il lavoro di Luca Simoncini e proseguita da Luigi Puxeddu. L’edizione 2026 rinnova questo legame mettendo insieme musicisti affermati, nuove generazioni e spazi storici della città.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to