Rovigo, Taser alla Polizia Locale: formati 15 agenti
16/07/2026
La Polizia Locale di Rovigo introduce il Taser tra le dotazioni operative delle pattuglie impegnate nel controllo del territorio e nei servizi di pronto intervento. Il primo dispositivo sarà assegnato già dal turno serale, dando avvio a una sperimentazione della durata di sei mesi durante la quale il Comando valuterà modalità di utilizzo, efficacia e gestione delle situazioni a rischio.
L’attivazione arriva al termine di un percorso preparatorio durato un anno, dedicato allo studio della normativa, alla definizione delle procedure e alla formazione tecnica del personale. Le linee operative sono state elaborate attraverso il confronto con le autorità sanitarie e di pubblica sicurezza, per stabilire condizioni, limiti e cautele da rispettare in caso di impiego.
Il dispositivo destinato alle situazioni di pericolo
Secondo il Comando, il Taser dovrà essere utilizzato come misura estrema nei contesti caratterizzati da un pericolo concreto e imminente per gli agenti, per la persona coinvolta o per altri cittadini. La finalità indicata è ridurre il ricorso al contatto fisico e favorire la cessazione di comportamenti aggressivi prima che la situazione degeneri.
Il comandante della Polizia Locale, Luca Sattin, ha precisato che il dispositivo non viene introdotto come strumento ordinario di intervento. La sua presenza potrà avere anche una funzione deterrente, inducendo un soggetto violento a interrompere la propria condotta senza arrivare all’attivazione degli impulsi elettrici.
L’utilizzo sarà consentito esclusivamente agli operatori che hanno completato la preparazione prevista. Nella prima fase sono stati formati 15 agenti, chiamati ad applicare le procedure illustrate durante le lezioni teoriche e pratiche.
Una sperimentazione di sei mesi sulle pattuglie
Il progetto sarà avviato in modo graduale. Il Taser verrà assegnato progressivamente alle pattuglie impegnate nei servizi esterni, in particolare durante gli interventi nei quali possono presentarsi persone armate, fortemente agitate o non controllabili attraverso le ordinarie tecniche operative.
Durante i sei mesi di sperimentazione il Comando potrà raccogliere dati sulle circostanze nelle quali il dispositivo viene portato sul posto, mostrato oppure azionato. La verifica servirà anche a individuare eventuali correzioni delle procedure e ulteriori necessità formative.
Il commissario Elia Merlin ha ricordato che Rovigo è il secondo capoluogo del Veneto ad adottare questa tecnologia dopo Venezia. Secondo il rappresentante del Comando, l’introduzione permette agli operatori di disporre di un’alternativa tattica destinata a neutralizzare temporaneamente una minaccia, limitando per quanto possibile i rischi collegati a una colluttazione.
Telecamera automatica e immagini conservate prima dell’uso
Il modello scelto dal Comune integra una telecamera che si attiva automaticamente. Il sistema è in grado di conservare anche le immagini registrate nei 120 secondi precedenti all’effettiva attivazione del dispositivo.
Questa funzione permetterà di documentare il contesto nel quale l’agente ha operato, le condotte osservate e i momenti che hanno preceduto la decisione. Il materiale video potrà essere utilizzato per le verifiche interne e per gli eventuali accertamenti richiesti dalle autorità competenti.
L’assistente Riccardo Evangelista, durante la presentazione tecnica, ha illustrato il funzionamento dell’equipaggiamento e le caratteristiche dei sistemi di registrazione. Le immagini dovranno essere gestite secondo le regole previste per la conservazione dei dati e per la tutela della riservatezza delle persone riprese.
Campanile: «Strumenti moderni per proteggere gli operatori»
L’assessore alla Polizia Locale e alla Sicurezza urbana, Renato Campanile, ha definito l’avvio della sperimentazione il risultato della scelta compiuta dall’Amministrazione per rafforzare le dotazioni del Comando. L’obiettivo, ha spiegato, è offrire agli agenti strumenti adeguati alla gestione degli interventi più delicati e garantire una maggiore protezione alla cittadinanza.
La preparazione ha interessato gli aspetti tecnici, normativi e sanitari, insieme alle procedure da seguire prima e dopo l’eventuale attivazione. Il personale dovrà valutare ogni situazione sulla base della proporzionalità dell’intervento e delle condizioni concrete riscontrate sul posto.
Il Comune valuterà i risultati al termine del test
La sindaca Valeria Cittadin ha inserito il provvedimento nel programma comunale dedicato alla sicurezza urbana, che comprende investimenti nelle tecnologie e nel sostegno operativo alla Polizia Locale. Al termine dei sei mesi, l’Amministrazione e il Comando potranno esaminare i risultati della sperimentazione e decidere come proseguire.
La valutazione riguarderà l’effettiva utilità del dispositivo, il numero degli interventi nei quali è stato impiegato, l’eventuale effetto deterrente e il rispetto delle procedure stabilite. L’introduzione del Taser modifica così l’equipaggiamento tattico degli agenti di Rovigo, mantenendo il suo utilizzo circoscritto ai servizi e alle condizioni previste dalle linee operative.
Articolo Precedente
Rovigo, qualità della vita e sport: dati presentati il 20 luglio
Articolo Successivo
Frassinelle Polesine, i Dekru portano in scena Virtual Reality