Veneto, 577 mila euro ai Comuni per rimuovere i rifiuti abbandonati
13/10/2026
La Regione Veneto ha stanziato 577 mila euro per sostenere i Comuni nella rimozione e nello smaltimento dei rifiuti abbandonati, finanziando anche gli interventi necessari al ripristino delle aree interessate. Il bando 2026, approvato dalla Giunta regionale il 13 ottobre su proposta dell'assessore all'Ambiente Elisa Venturini, prevede contributi fino a 80 mila euro per amministrazione, con una copertura pari all'80% delle spese ammissibili. Le domande dovranno essere presentate entro il 30 ottobre 2026, mentre i lavori finanziati dovranno concludersi entro il 31 dicembre dello stesso anno.
Rifiuti abbandonati in Veneto, contributi fino a 80 mila euro per Comune
Il nuovo finanziamento regionale è destinato alle amministrazioni comunali che devono affrontare situazioni di abbandono dei rifiuti sul proprio territorio, spesso caratterizzate da costi elevati e dalla necessità di intervenire rapidamente per contenere possibili conseguenze ambientali.
Il contributo coprirà l'80% delle spese riconosciute come ammissibili, fino a un massimo di 80 mila euro per ciascun intervento e per ciascuna amministrazione comunale. Per accedere alle risorse, i progetti dovranno prevedere una spesa minima di 5 mila euro, mentre il limite massimo della spesa ammissibile è fissato a 100 mila euro.
Gli interventi finanziabili comprendono la rimozione dei materiali abbandonati, il loro corretto smaltimento e le operazioni necessarie per ripristinare le condizioni delle aree coinvolte.
Il provvedimento interessa sia i terreni pubblici sia le proprietà private nelle quali il Comune sia tenuto a intervenire in sostituzione del soggetto obbligato che non abbia provveduto alla rimozione dei rifiuti.
In quest'ultimo caso, l'amministrazione dovrà avviare le procedure previste per recuperare le somme anticipate nei confronti dei responsabili.
Priorità alle aree con rischi ambientali e ai piccoli Comuni
Le richieste di finanziamento saranno esaminate attraverso una graduatoria costruita sulla base delle caratteristiche e della gravità delle situazioni segnalate.
Tra i principali criteri di valutazione figurano la quantità e la pericolosità dei rifiuti presenti, i potenziali effetti sul suolo e sulle risorse idriche e la vicinanza dei siti interessati ad abitazioni, corsi d'acqua e aree naturali protette.
Saranno considerate anche le segnalazioni provenienti dagli enti competenti, così da attribuire maggiore priorità agli interventi caratterizzati da criticità ambientali documentate.
Il bando introduce inoltre un criterio specifico a favore delle amministrazioni di dimensioni ridotte. Ai Comuni con meno di 10 mila abitanti saranno assegnati tre punti aggiuntivi nella graduatoria, riconoscendo le difficoltà che queste realtà possono incontrare nella gestione di operazioni straordinarie di rimozione e smaltimento.
Restano escluse dal finanziamento le attività di caratterizzazione e bonifica dei siti contaminati, così come gli interventi di rimozione già compresi nei servizi ordinari remunerati del gestore della raccolta dei rifiuti urbani.
Stefani: risorse per tutelare il territorio e ridurre i rischi
Il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, ha spiegato che il finanziamento nasce dalla necessità di sostenere le amministrazioni locali, chiamate frequentemente a gestire situazioni di degrado ambientale che richiedono risorse economiche e interventi organizzativi complessi.
Secondo il presidente, i Comuni rappresentano il primo presidio nella tutela del territorio e devono poter disporre di strumenti adeguati per affrontare l'abbandono illecito dei rifiuti, evitando che le conseguenze economiche e ambientali ricadano sulle comunità.
Stefani ha inoltre richiamato la responsabilità di chi abbandona i materiali, evidenziando che il recupero delle aree compromesse deve accompagnarsi all'applicazione delle procedure previste nei confronti dei soggetti responsabili.
L'assessore regionale all'Ambiente Elisa Venturini ha posto l'attenzione sui possibili danni provocati dall'accumulo incontrollato di rifiuti, che può limitare l'utilizzo degli spazi e determinare rischi per il terreno e per le acque.
La scelta di privilegiare le situazioni di maggiore criticità ambientale e di attribuire un punteggio aggiuntivo ai piccoli Comuni risponde, secondo l'assessore, alla necessità di distribuire le risorse tenendo conto delle effettive esigenze territoriali.
Bando Veneto 2026, domande entro il 30 ottobre tramite PEC
Le amministrazioni comunali interessate dovranno presentare la richiesta di contributo entro il 30 ottobre 2026, rispettando le modalità stabilite dal bando regionale.
La documentazione dovrà essere trasmessa attraverso posta elettronica certificata all'indirizzo [email protected].
Il calendario prevede tempi definiti anche per la realizzazione delle attività finanziate: tutti gli interventi ammessi al contributo dovranno essere completati entro il 31 dicembre 2026.
La Regione ha confermato che il sostegno economico ai Comuni non elimina gli obblighi dei soggetti responsabili dell'abbandono dei rifiuti. Le somme anticipate dalle amministrazioni resteranno infatti soggette alle procedure di recupero previste dalla normativa.
Le risorse disponibili, pari complessivamente a 577 mila euro, saranno quindi assegnate sulla base della graduatoria, con particolare attenzione alle situazioni nelle quali la presenza dei rifiuti possa compromettere la sicurezza ambientale e la fruibilità delle aree interessate.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to