Veneto, calamità granchio blu 2025: via agli indennizzi
24/07/2026
Il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste ha riconosciuto il carattere eccezionale della diffusione del granchio blu in Veneto anche per il 2025. Il decreto accoglie la richiesta presentata dalla Regione nel febbraio scorso e permette di avviare il percorso per gli interventi compensativi del Fondo di solidarietà nazionale. Le aziende della pesca e dell’acquacoltura colpite dovranno documentare una perdita produttiva pari ad almeno il 30% rispetto alla media del triennio precedente.
Avepa raccoglierà le domande delle imprese
Dopo la pubblicazione del decreto ministeriale, la Regione affiderà ad Avepa l’apertura della procedura per la presentazione delle richieste di aiuto. Le modalità operative, i termini e la documentazione necessaria saranno definiti attraverso gli atti applicativi destinati agli operatori del settore.
Una volta raccolte le istanze, gli uffici regionali procederanno alla verifica dei requisiti e alla quantificazione complessiva dei danni. Il fabbisogno finanziario sarà quindi trasmesso al Ministero, chiamato ad assegnare le risorse necessarie per coprire gli indennizzi riconosciuti alle imprese ammesse.
La soglia del 30% dovrà essere calcolata confrontando la produzione registrata nel 2025 con quella media dei tre anni precedenti. Il meccanismo è destinato alle aziende che hanno subito conseguenze economiche rilevanti a causa della proliferazione della specie invasiva, capace di colpire allevamenti e popolamenti di molluschi.
Venericoltura e mitilicoltura tra i comparti colpiti
L’assessore regionale alla Pesca, Dario Bond, ha definito il decreto un passaggio decisivo per le attività che operano nelle lagune e lungo la costa veneta. La presenza del granchio blu ha provocato danni alla venericoltura e alla mitilicoltura, incidendo sulla produzione, sui ricavi e sull’occupazione collegata alla filiera.
La Regione aveva sostenuto la richiesta di riconoscimento attraverso dati e rilievi tecnici raccolti sul territorio. Il provvedimento ministeriale consente ora di trasformare quella documentazione nel percorso amministrativo necessario a riconoscere gli aiuti economici.
Bond ha indicato come priorità la rapidità delle procedure, affinché le aziende possano presentare le domande senza ritardi e ricevere le risorse nel minor tempo possibile. La quantificazione definitiva dipenderà dal numero delle richieste ammissibili e dall’entità delle perdite certificate.
Nuova richiesta per la moria delle vongole di mare
Il confronto tra Regione e Governo riguarderà anche la moria eccezionale delle vongole di mare registrata nella fascia costiera compresa tra la linea di riva e le tre miglia. Il Veneto aveva presentato nel novembre 2025 una richiesta distinta per ottenere il riconoscimento della calamità naturale legata a questo fenomeno.
L’assessore Bond incontrerà a Roma il ministro Francesco Lollobrigida per chiedere la conclusione dell’istruttoria e un finanziamento adeguato del fondo previsto dal decreto legislativo 154 del 2004. La misura dovrebbe fornire un ulteriore sostegno alle imprese che hanno subito perdite per cause differenti dalla diffusione del granchio blu.
Il comparto veneto si trova così ad affrontare due emergenze parallele: la pressione della specie invasiva sugli allevamenti di molluschi e la riduzione dei popolamenti naturali di vongole lungo il tratto costiero. Il riconoscimento ministeriale relativo al 2025 apre il primo canale di compensazione, mentre resta da completare la procedura riguardante la moria.
La Regione prepara la stima complessiva dei danni
La fase successiva sarà determinante per stabilire il valore degli aiuti. Avepa dovrà raccogliere dati produttivi, documenti aziendali e prove delle perdite, applicando criteri uniformi alle richieste presentate. La Regione utilizzerà gli esiti dell’istruttoria per formulare al Ministero una domanda finanziaria commisurata al danno accertato.
Il decreto non determina quindi l’erogazione immediata dei contributi, ma rende possibile l’attivazione dell’intero procedimento. Le imprese interessate dovranno attendere l’apertura ufficiale del bando e rispettare le condizioni indicate per dimostrare l’effettiva riduzione della produzione nel corso del 2025.
Articolo Precedente
Rovigo, Teatro delle Regioni: otto spettacoli dal 29 luglio
Articolo Successivo
Rovigo, rottamazione quinquies per debiti da 41,2 milioni
Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali.