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Muson, la Regione potenzia il monitoraggio hi-tech per prevenire le piene

27/04/2026

Muson, la Regione potenzia il monitoraggio hi-tech per prevenire le piene

Più tecnologia per aumentare la sicurezza idraulica e migliorare la capacità di risposta nelle situazioni di emergenza. La Regione del Veneto, attraverso il Genio Civile di Treviso, ha completato l’installazione di un nuovo sistema di monitoraggio idrometrico presso la cassa di espansione del torrente Muson e del suo affluente Lastego, con l’obiettivo di rendere ancora più efficace la gestione delle criticità legate alle piene e alla protezione del territorio.

L’intervento, realizzato da CAE con formula chiavi in mano, ha portato all’attivazione di quattro nuove stazioni di controllo, destinate a rafforzare il presidio in tempo reale dei punti più sensibili dell’infrastruttura. Si tratta di un investimento che si inserisce nel più ampio sistema di laminazione delle piene, considerato strategico soprattutto dopo quanto avvenuto nell’ottobre 2023, quando la cassa di espansione aveva svolto un ruolo decisivo nel contenere l’onda del torrente ed evitare allagamenti nelle aree a valle.

Quattro nuove stazioni nei punti più delicati del sistema

Le nuove apparecchiature sono state collocate in quattro snodi ritenuti fondamentali per il controllo idraulico: le opere di derivazione del Muson e del Lastego, lo sfioratore intermedio e l’opera di restituzione. La funzione del sistema è quella di mettere i tecnici nelle condizioni di seguire in modo continuo l’andamento dei livelli idrici e di intervenire con maggiore tempestività sulla movimentazione delle paratoie.

Secondo l’assessore regionale all’Ambiente Elisa Venturini, la sicurezza dei cittadini passa attraverso una gestione sempre più consapevole e scientifica della forza dell’acqua. Il nuovo assetto, spiega, permette al Genio Civile di fondare le proprie decisioni su dati certi e immagini aggiornate in tempo reale, riducendo i margini di incertezza proprio nei momenti in cui rapidità e precisione diventano decisive.

Webcam, sensori e autonomia energetica per il controllo continuo

Uno degli elementi più rilevanti del nuovo sistema è rappresentato dalla presenza di webcam e sensori progettati per resistere anche a condizioni meteo avverse. L’assessore li definisce veri e propri “occhi elettronici”, capaci di monitorare visivamente l’altezza dell’acqua in ogni istante e di garantire un supporto prezioso alla gestione delle paratoie anche durante eventi estremi.

La dotazione è pensata per assicurare affidabilità anche in scenari complessi, come maltempo intenso o temporanee interruzioni del collegamento dati. A questo si aggiunge la scelta di alimentare gli strumenti tramite pannelli solari, soluzione che rafforza l’autonomia energetica dell’impianto e contribuisce alla continuità operativa del sistema.

Una mappatura precisa per dati più affidabili

Il progetto non si è limitato alla sola installazione delle apparecchiature. Come sottolineato da Venturini, è stata realizzata anche una mappatura dettagliata del terreno e dei fondali del fiume, così da assicurare una lettura estremamente precisa dei dati raccolti. Questo lavoro di rilievo consente infatti di aumentare l’affidabilità del monitoraggio e di fornire ai tecnici una base informativa più solida per valutare l’evoluzione delle portate e i possibili livelli di rischio.

L’uso di materiali ad alta resistenza completa il quadro di un’infrastruttura pensata per restare operativa anche in presenza di gelo, nubifragi e condizioni particolarmente difficili, cioè proprio nelle circostanze in cui il controllo del sistema diventa più importante.

Più tutela per Castelfranco Veneto e Castello di Godego

Il nuovo impianto è già integrato nella rete regionale di ARPAV e rappresenta un ulteriore passo avanti nella protezione dei centri abitati di Castelfranco Veneto e Castello di Godego, che da oggi possono contare su un sistema di allertamento più puntuale e affidabile. La logica dell’intervento è chiara: agire prima che l’emergenza si manifesti, rafforzando gli strumenti di osservazione e previsione.

Con questo aggiornamento tecnologico, la Regione punta dunque a consolidare una strategia di sicurezza idraulica sempre più basata su monitoraggio continuo, dati in tempo reale e capacità di intervento immediato. Un approccio che non elimina il rischio, ma che può contribuire in modo sostanziale a contenerlo e a proteggere meglio il territorio dalle conseguenze delle piene.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.