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Polesine, tre progetti per turismo, sociale e infrastrutture

17/07/2026

Polesine, tre progetti per turismo, sociale e infrastrutture

Tre linee strategiche dedicate alla navigabilità delle vie d’acqua, ai servizi sociali di prossimità e allo sviluppo economico attraverso nuove infrastrutture. Sono le proposte presentate durante il tavolo di concertazione dell’Intesa Programmatica d’Area IPA “Sistema Polesine”, riunito mercoledì 8 luglio nella sede della Provincia di Rovigo. I progetti dovranno essere inseriti in un’appendice al Documento Programmatico d’Intesa e candidati ai prossimi bandi regionali.

Al tavolo 39 rappresentanti del territorio polesano

La riunione è stata presieduta dal presidente della Provincia di Rovigo, Enrico Ferrarese, affiancato dagli uffici tecnici provinciali e dall’azienda in house AS2, soggetto referente dell’Intesa. Per AS2 hanno partecipato il componente del consiglio di amministrazione Mauro Rossin e Marco Montagna e Paolo Talò della nuova Unità Dirigenziale.

Erano presenti, in parte collegati da remoto, 39 dei 77 soggetti ammessi al tavolo. L’organismo riunisce Comuni, organizzazioni sindacali, associazioni di categoria, i Gal Adige e Delta Po, il Parco regionale veneto del Delta del Po e il Consorzio Università Rovigo.

La seduta ha proseguito il percorso avviato il primo dicembre, quando erano state approvate all’unanimità le modifiche al documento programmatico del 2004, passaggio necessario per ottenere dalla Regione Veneto la conferma dell’Intesa Programmatica d’Area.

Ferrarese ha invitato i partecipanti ad aprire una fase operativa e condivisa, capace di tradurre le indicazioni generali in progetti finanziabili. Il presidente ha indicato lo sviluppo del Polesine come obiettivo centrale del proprio secondo mandato, chiedendo agli enti e alle organizzazioni coinvolte di contribuire con proposte, integrazioni e priorità concrete.

Stazioni fluviali per valorizzare turismo e borghi

La prima linea progettuale riguarda l’attrattività del territorio e punta sulla navigabilità dei corsi d’acqua. Il progetto prevede la realizzazione di stazioni fluviali, concepite come aree di sosta e portali di accesso al Polesine per turisti, visitatori e residenti.

Attraverso collegamenti intermodali tra trasporto terrestre e navigazione, le stazioni dovrebbero permettere di raggiungere anche i centri che non si affacciano direttamente sui fiumi. La proposta coinvolgerebbe quindi l’intero territorio provinciale, valorizzando borghi, percorsi naturalistici, attività ricettive e patrimonio culturale.

La strategia tiene conto anche del recente ampliamento della Riserva della Biosfera Mab Unesco “Po Grande”. Secondo Ferrarese, le vie d’acqua rappresentano una caratteristica distintiva del Polesine e possono sostenere un’offerta turistica difficilmente replicabile in altre aree.

L’obiettivo è costruire itinerari capaci di integrare mobilità fluviale, rete stradale, percorsi ciclabili e visite ai centri storici, distribuendo i flussi turistici anche nei comuni più piccoli.

Una rete provinciale di hub per i servizi sociali

La seconda direttrice riguarda la creazione di una rete di presìdi territoriali di prossimità. I nuovi hub sociali dovrebbero ridurre la frammentazione dei servizi e facilitare l’accesso alle opportunità da parte delle persone che vivono situazioni di fragilità.

Particolare attenzione sarà rivolta alle aree periferiche, ai comuni interessati dallo spopolamento e alle comunità nelle quali le distanze rendono più difficile raggiungere gli uffici e le strutture di assistenza.

La rete opererebbe in parallelo con le Case della Comunità gestite dall’Ulss, mantenendo però una funzione specificamente sociale. I presìdi dovrebbero diventare punti di riferimento per anziani, famiglie, persone con disabilità e cittadini esposti a condizioni di isolamento o disagio.

Ferrarese ha collegato la permanenza della popolazione nei piccoli centri alla disponibilità di servizi adeguati. Gli hub dovranno rispondere alle necessità delle fasce deboli e, nello stesso tempo, promuovere occasioni di incontro e partecipazione rivolte all’intera comunità.

Mappatura delle aree produttive e interventi sulla viabilità

La terza linea strategica è dedicata allo sviluppo economico e al rafforzamento delle infrastrutture. Il lavoro partirà da una mappatura delle diverse vocazioni territoriali, con l’obiettivo di individuare le necessità dei singoli comuni e le aree con maggiori potenzialità produttive.

L’analisi dovrà evidenziare, zona per zona, le possibilità di insediamento di nuove imprese, le attività economiche già presenti e gli interventi necessari per migliorare l’accessibilità. Una parte centrale del progetto riguarderà la rete viaria polesana e i collegamenti tra aree industriali, centri abitati e principali direttrici di trasporto.

Le tre proposte sono strettamente collegate: infrastrutture efficienti possono sostenere il turismo fluviale, favorire l’apertura di attività economiche e rendere più accessibili i servizi sociali. Per questo il tavolo dovrà stabilire un ordine di priorità valutando l’impatto complessivo delle diverse iniziative.

Entro il 31 luglio i soggetti aderenti all’IPA dovranno trasmettere suggerimenti, integrazioni e indicazioni sulle priorità. Le schede progettuali saranno quindi sottoposte all’approvazione del tavolo di concertazione tra la fine di agosto e i primi giorni di settembre, periodo nel quale è prevista la pubblicazione dei bandi regionali a cui candidare gli interventi strategici del Polesine.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali.