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Electrolux, oltre 2 mila imprese del Nordest a rischio

17/07/2026

Electrolux, oltre 2 mila imprese del Nordest a rischio

La crisi Electrolux potrebbe coinvolgere oltre 2 mila imprese del Nordest, con effetti estesi dalla componentistica alla carpenteria, dalla logistica ai servizi. A lanciare l’allarme è Confartigianato Imprese Veneto, che al termine del tavolo convocato dalla Regione sulla vertenza ha chiesto l’apertura di un organismo permanente dedicato al futuro della manifattura regionale.

Confartigianato: tutelare la filiera europea

Il presidente della Federazione Meccanica di Confartigianato Imprese Veneto, Nerio Dalla Vecchia, ha accolto favorevolmente la posizione espressa dall’assessore regionale allo Sviluppo economico Massimo Bitonci. La Regione ha indicato la filiera dell’elettrodomestico come un settore strategico europeo, sostenendo la necessità di costruire, insieme agli altri territori interessati, un piano per il rilancio della produzione.

Secondo Dalla Vecchia, la vertenza non riguarda esclusivamente gli stabilimenti del gruppo, ma investe l’intero sistema manifatturiero del Nordest. La riduzione dei volumi produttivi potrebbe infatti propagarsi lungo una rete composta da piccole imprese, laboratori artigiani, fornitori specializzati e aziende che lavorano stabilmente per i grandi siti industriali.

Confartigianato ha inoltre condiviso la richiesta di rafforzare gli strumenti europei a tutela della competitività, compreso il meccanismo CBAM, pensato per applicare un costo alle emissioni incorporate in determinati prodotti importati nell’Unione europea.

L’associazione chiede condizioni di concorrenza più equilibrate rispetto ai produttori extraeuropei, insieme a misure capaci di contrastare delocalizzazioni e acquisizioni che potrebbero ridurre la capacità produttiva e il patrimonio di competenze presenti nel continente.

In Veneto 791 imprese nella filiera degli elettrodomestici

Durante il tavolo regionale Confartigianato ha presentato i dati elaborati dal proprio Ufficio Studi. In Veneto la filiera degli elettrodomestici comprende 791 imprese, delle quali 342 artigiane, pari al 42,2% del totale.

Il comparto maggiormente esposto è quello della fabbricazione di elettrodomestici e apparecchi destinati all’uso domestico. In questo segmento operano 166 aziende, tra cui 41 realtà artigiane impegnate anche nella produzione di componenti e semilavorati per gli stabilimenti Electrolux del Nordest.

La rete economica comprende inoltre 164 imprese attive nel commercio all’ingrosso e 131 nel commercio al dettaglio. Il peso dell’artigianato risulta particolarmente elevato nelle attività di riparazione e manutenzione: su 330 imprese censite, 294 sono artigiane, con una quota pari all’89%.

Considerando anche le aziende della meccanica, dell’elettronica, della carpenteria e della subfornitura potenzialmente interessate dalla riduzione delle commesse, il numero delle realtà coinvolte supera le 2 mila unità.

Gli esuberi a Susegana e Porcia preoccupano l’indotto

Il piano annunciato prevede 310 esuberi nello stabilimento di Susegana, in provincia di Treviso, e altri 262 nel sito di Porcia, nel Pordenonese. Alle conseguenze dirette sull’occupazione si aggiungono quelle attese sull’indotto, ancora difficili da quantificare con precisione.

Le imprese maggiormente esposte sono quelle che forniscono componentistica, lavorazioni di stampaggio, carpenteria, trasporti, logistica e servizi industriali. Una contrazione strutturale degli ordini potrebbe mettere in difficoltà soprattutto le realtà di minori dimensioni, spesso legate a pochi committenti e caratterizzate da produzioni altamente specializzate.

Per Dalla Vecchia, il rischio è indebolire uno dei principali distretti europei dedicati agli apparecchi per la refrigerazione e il lavaggio. Il sistema si è formato attraverso decenni di specializzazione produttiva e conserva competenze tecniche che, una volta disperse, sarebbero difficili da ricostruire.

Confartigianato chiede quindi interventi per ridurre il divario sul costo dell’energia, proteggere il mercato europeo dalle pratiche commerciali sleali e sostenere gli investimenti delle piccole imprese che compongono la rete della subfornitura.

La proposta di un tavolo permanente sulla manifattura

La vertenza Electrolux si aggiunge alle difficoltà che hanno interessato altri settori produttivi veneti, tra cui automotive e moda. Secondo Confartigianato, la successione di crisi in comparti differenti indica una trasformazione profonda del sistema industriale, che richiede strumenti di programmazione più ampi rispetto alla gestione delle singole emergenze.

L’associazione ha proposto alla Regione Veneto di affiancare ai tavoli aziendali un tavolo permanente sulla manifattura, con il compito di analizzare i cambiamenti in corso, anticipare le criticità e definire strategie industriali condivise.

L’organismo dovrebbe riunire istituzioni, imprese e parti sociali, individuando azioni per tutelare le filiere strategiche, sostenere gli investimenti, accompagnare la transizione produttiva e conservare l’occupazione qualificata.

Per Confartigianato, una programmazione stabile permetterebbe al Veneto di affrontare le trasformazioni industriali prima che si traducano in nuove vertenze, salvaguardando la presenza della regione tra i principali poli manifatturieri europei.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.