Terzo settore, Regione Veneto: “Meno burocrazia per gli ETS, riconosciuto il loro valore sociale”
18/05/2026
La Regione Veneto accoglie con favore la nota diffusa dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che chiarisce il regime degli Enti del Terzo Settore e conferma che Organizzazioni di volontariato, Associazioni di promozione sociale e altri ETS, diversi dalle imprese sociali, non sono generalmente obbligati all’iscrizione nel Registro delle imprese.
A commentare il documento ministeriale n. 7741 del 15 maggio 2026 è l’assessore regionale al Sociale Paola Roma, che sottolinea come il chiarimento rappresenti un riconoscimento concreto del ruolo svolto dal mondo associativo sul territorio.
“Gli ETS sono il polmone sociale delle comunità”
“Accolgo con favore la pubblicazione della nota del Ministero – dichiara l’assessore Roma – che riconosce il valore sociale del Terzo settore e chiarisce un aspetto importante sul piano amministrativo. Si tratta di un passaggio che valorizza il ruolo delle associazioni e dei volontari, vera anima del nostro territorio”.
L’assessore evidenzia inoltre come la Regione Veneto abbia sempre sostenuto il sistema del Terzo settore, considerato fondamentale per promuovere coesione sociale, solidarietà e servizi di prossimità nelle comunità locali.
Stop agli automatismi sull’iscrizione al Registro imprese
Uno degli aspetti principali della nota ministeriale riguarda la qualificazione fiscale degli Enti del Terzo Settore.
Secondo il chiarimento del Ministero, il fatto che un ETS venga considerato fiscalmente “commerciale” non comporta automaticamente l’obbligo di iscrizione nel Registro delle imprese.
“È un chiarimento importante – aggiunge Roma – perché evita inutili appesantimenti burocratici e garantisce agli enti un quadro normativo più chiaro e coerente con la loro funzione sociale”.
Un sostegno al volontariato e alle realtà territoriali
La nota ministeriale, sostenuta anche dall’Assessorato regionale ai Servizi Sociali, Famiglia, Longevità, Sport e Politiche abitative, viene letta dalla Regione come uno strumento utile per accompagnare il lavoro quotidiano delle organizzazioni attive nel volontariato, nell’assistenza e nella promozione sociale.
Il provvedimento punta infatti a tutelare le realtà associative che operano nei territori, riconoscendone il valore pubblico e sociale senza imporre obblighi amministrativi non necessari.
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