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Veneto, al via la mobilità aerea a idrogeno: in autunno il primo volo sanitario con droni

07/05/2026

Veneto, al via la mobilità aerea a idrogeno: in autunno il primo volo sanitario con droni

Il Veneto accelera sul fronte della mobilità aerea avanzata e si prepara a sperimentare il primo volo di un drone alimentato a idrogeno per il trasporto urgente di materiale sanitario. Il debutto operativo è previsto per il prossimo autunno nei cieli di Padova.

Ad annunciarlo è stato l’assessore regionale ai Trasporti e alla Mobilità Diego Ruzza, commentando il test effettuato a Osnago, in provincia di Lecco, del sistema tecnologico Key Energy Builder (KEB), destinato alla produzione e al rifornimento di idrogeno per i droni del progetto “Padova Sandbox”.

Il progetto Padova Sandbox

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra Regione del Veneto, ENAC e Gruppo SAVE e rappresenta uno dei primi progetti italiani dedicati alla Advanced Air Mobility, il nuovo modello di mobilità aerea urbana e regionale basato su velivoli a basse o zero emissioni.

La sperimentazione prevede l’utilizzo di droni per il trasporto rapido di medicinali, campioni biologici e materiale sanitario urgente, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza logistica tra strutture ospedaliere e centri sanitari.

Secondo quanto spiegato dall’assessore Ruzza, il progetto pilota partirà da Padova ma potrà essere progressivamente esteso all’intero territorio regionale, coinvolgendo anche i futuri vertiporti previsti nell’area aeroportuale di Venezia.

Droni a idrogeno: rifornimento in cinque minuti

Il sistema testato in Lombardia consente la produzione e il rifornimento rapido di idrogeno destinato all’alimentazione dei velivoli.

La tecnologia punta a garantire tempi di ricarica estremamente contenuti, circa cinque minuti, con un’autonomia operativa fino a 100 chilometri e una capacità di carico di circa 4 chilogrammi.

Caratteristiche che rendono i droni particolarmente adatti al trasporto sanitario urgente, soprattutto in situazioni dove rapidità e continuità del servizio possono fare la differenza.

Verso i primi voli operativi

Nei prossimi mesi la sperimentazione entrerà nella fase operativa. I primi test verranno effettuati all’interno dell’area aeroportuale, per poi passare alle operazioni in modalità BVLOS, cioè oltre la linea visiva del pilota.

Questa modalità rappresenta uno dei principali sviluppi tecnologici del settore e permetterà di gestire collegamenti automatici su distanze più ampie in totale sicurezza.

“Si tratta di una tecnologia avanzata e sicura – ha sottolineato Ruzza – capace di offrire risposte concrete alle esigenze di una logistica più efficiente e sostenibile, oltre a rafforzare il comparto della mobilità aerea avanzata”.

Il Veneto punta sull’innovazione nei trasporti

Il progetto rientra nel Piano Regionale dei Trasporti del Veneto e rappresenta uno degli investimenti strategici della Regione nell’ambito dell’innovazione tecnologica e della sostenibilità ambientale.

L’obiettivo è favorire lo sviluppo di nuove infrastrutture e servizi legati alla mobilità del futuro, integrando trasporto terrestre, aeroportuale e aereo leggero attraverso soluzioni a basse emissioni.

Con l’avvio della sperimentazione, il Veneto si candida così a diventare uno dei territori italiani di riferimento per la mobilità aerea avanzata e per l’impiego dell’idrogeno nel settore dei trasporti.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali.