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Veneto, piani di emergenza per 18 grandi dighe: mappe digitalizzate

08/10/2026

Veneto, piani di emergenza per 18 grandi dighe: mappe digitalizzate

La Regione Veneto ha adottato le proposte dei Piani di emergenza per tutte le 18 grandi dighe presenti sul territorio regionale, completando anche la digitalizzazione delle mappe delle zone potenzialmente allagabili. Il provvedimento, approvato dalla Giunta regionale e annunciato il 7 ottobre 2026, avvia la fase di consultazione pubblica prevista dalla normativa. L'obiettivo è predisporre procedure coordinate per proteggere la popolazione e organizzare gli interventi in caso di emergenza. Diciassette sbarramenti si trovano in provincia di Belluno e uno nel Vicentino, ma la pianificazione interessa anche i Comuni situati a valle delle infrastrutture, nelle aree che potrebbero essere coinvolte da eventuali criticità.

Grandi dighe in Veneto, digitalizzate le mappe delle aree a rischio

Il lavoro realizzato dalla Regione ha consentito di trasformare in formato digitale le cartografie delle aree potenzialmente soggette ad allagamento, elaborate sulla base degli studi tecnici forniti dai gestori delle dighe.

Le informazioni sono state integrate con i documenti di Protezione civile relativi ai singoli sbarramenti e con i piani comunali già esistenti. Questo sistema permette di individuare i territori che potrebbero essere interessati da un'emergenza e di organizzare preventivamente le attività necessarie alla tutela dei residenti.

La pianificazione prende in considerazione due distinti scenari di rischio. Il primo riguarda la propagazione di un'onda di piena derivante dalle manovre degli organi di scarico delle dighe. Il secondo considera l'eventualità di un collasso dello sbarramento, con le conseguenze che potrebbero verificarsi nelle aree a valle.

La Regione precisa che si tratta di ipotesi tecniche utilizzate per predisporre gli interventi di Protezione civile. Non è stata segnalata alcuna situazione di pericolo in corso relativa alle infrastrutture interessate.

Diciassette dighe nel Bellunese e una nel Vicentino

Il programma coinvolge complessivamente 18 grandi dighe distribuite in due province del Veneto. La concentrazione maggiore riguarda il territorio bellunese, dove sono presenti 17 degli sbarramenti inseriti nella pianificazione regionale.

La diciottesima infrastruttura è la diga di Leda, situata a Piovene Rocchette, in provincia di Vicenza.

L'individuazione delle zone potenzialmente allagabili estende tuttavia l'ambito della pianificazione anche ai territori che si trovano a valle delle opere. Per questo motivo, la gestione delle eventuali emergenze richiede il coordinamento tra amministrazioni comunali, Prefetture, strutture regionali e organismi operativi.

Il sistema comprende inoltre il coinvolgimento dei Vigili del Fuoco, dei gestori degli impianti e degli altri soggetti appartenenti alla rete territoriale di Protezione civile.

Secondo l'assessore regionale alla Protezione civile, Elisa Venturini, la predisposizione dei piani permette di collegare gli scenari ipotizzati alle procedure operative, definendo anticipatamente le responsabilità degli enti coinvolti e le modalità di assistenza ai cittadini.

Protezione civile, cosa prevedono i nuovi piani di emergenza

I documenti adottati dalla Giunta regionale definiscono le procedure per l'allertamento, la salvaguardia, il soccorso e l'assistenza alla popolazione in caso di eventi che possano interessare le aree individuate dalle mappe.

Ogni piano comprende un modello generale di intervento, una scheda tecnica dedicata alla singola diga e una scheda operativa per la gestione dell'emergenza.

Tra gli elementi considerati figurano le strutture e le aree potenzialmente esposte, i Centri operativi comunali e gli spazi destinati alle attività di emergenza. Le informazioni devono consentire alle amministrazioni di individuare rapidamente le risorse disponibili e le azioni da attivare in base allo scenario previsto.

Un aspetto centrale riguarda il raccordo con la pianificazione comunale. I territori interessati potranno così integrare le indicazioni regionali nei propri strumenti di Protezione civile, favorendo una risposta organizzata tra diversi livelli amministrativi.

Le proposte hanno già ricevuto il parere favorevole unanime della Commissione integrata della Protezione civile regionale, passaggio che precede la fase di consultazione pubblica.

Consultazione pubblica di 30 giorni: come presentare osservazioni

Con l'adozione delle proposte si apre il percorso di partecipazione previsto dalla normativa regionale. La consultazione avrà una durata di 30 giorni, a partire dalla pubblicazione della deliberazione nel Bollettino ufficiale della Regione Veneto.

Durante questo periodo potranno essere presentate osservazioni sui documenti messi a disposizione, con l'obiettivo di contribuire alla definizione della pianificazione definitiva.

Le linee guida e le schede dedicate alla gestione delle emergenze saranno consultabili nella sezione Protezione civile del sito istituzionale della Regione Veneto.

Non saranno invece pubblicati i documenti contenenti informazioni considerate sensibili per la sicurezza delle infrastrutture. La limitazione riguarda le schede tecniche la cui diffusione potrebbe compromettere la protezione degli impianti.

L'assessore Venturini ha richiamato il ruolo della partecipazione delle comunità locali, evidenziando come la conoscenza diretta dei territori possa contribuire a perfezionare le procedure e rendere maggiormente efficace la preparazione alle emergenze.

Dopo le osservazioni il passaggio al Consiglio regionale

La consultazione costituisce una fase intermedia dell'iter amministrativo. Una volta concluso il periodo previsto per la presentazione delle osservazioni, gli uffici regionali procederanno alla valutazione dei contributi ricevuti.

Successivamente, la Giunta regionale adotterà in via definitiva la proposta dei Piani di emergenza, che sarà trasmessa al Consiglio regionale del Veneto per l'approvazione, dopo aver acquisito il parere del Consiglio delle Autonomie locali.

Il completamento del procedimento consentirà di inserire formalmente i documenti nella pianificazione regionale di Protezione civile, stabilendo un quadro operativo condiviso per gli interventi relativi alle 18 grandi dighe e ai territori potenzialmente interessati.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali.