Veneto, riforma Finest: sostegno alle imprese in tutto il mondo
07/10/2026
Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato il 6 ottobre la riforma che amplia l’operatività di Finest S.p.A., consentendo alla finanziaria di sostenere le imprese venete anche al di fuori dell’attuale area geografica di intervento. La modifica alla legge regionale 30 dicembre 1991, n. 38, permetterà infatti di accompagnare le aziende nei processi di internazionalizzazione non più soltanto in Europa Centro Orientale, nei Balcani e nel Mediterraneo, ma anche nei mercati del resto del mondo.
Finest amplia il raggio d’azione sui mercati internazionali
Il provvedimento nasce da un disegno di legge presentato dalla Giunta regionale e interviene sulle norme che regolano la partecipazione del Veneto a Finest. L’obiettivo è adeguare gli strumenti finanziari messi a disposizione delle imprese a uno scenario economico nel quale gli investimenti e le opportunità commerciali si distribuiscono su aree geografiche più ampie rispetto al passato.
Finest potrà continuare ad affiancare le aziende attraverso strumenti di private equity e private debt, sostenendo investimenti, operazioni di crescita e progetti di sviluppo all’estero. L’estensione territoriale punta soprattutto a offrire maggiori possibilità alle piccole e medie imprese venete interessate a entrare in mercati emergenti o in Paesi considerati ad alto potenziale.
Bitonci: nuove opportunità oltre i mercati tradizionali
L’assessore regionale allo Sviluppo economico Massimo Bitonci ha definito l’ampliamento dell’operatività una scelta strategica per rafforzare il sostegno alle PMI. Secondo l’assessore, le imprese devono poter disporre di strumenti adeguati a un contesto internazionale profondamente cambiato e avere la possibilità di cogliere opportunità di crescita anche al di fuori delle tradizionali aree di riferimento.
La riforma mira quindi a rendere Finest uno strumento più flessibile per accompagnare i processi di internazionalizzazione del sistema produttivo regionale, sostenendo aziende che intendono consolidare la propria presenza all’estero oppure avviare nuovi investimenti.
Nessun nuovo onere previsto per il bilancio regionale
Un altro elemento evidenziato dalla Regione riguarda gli effetti finanziari della modifica normativa. L’assessore alle Società partecipate Filippo Giacinti ha spiegato che l’estensione dell’attività di Finest non comporterà nuovi oneri, presenti o futuri, a carico del bilancio regionale.
Le risorse necessarie saranno messe a disposizione da Veneto Sviluppo, che detiene una quota del 20,44% di Finest, utilizzando proprie disponibilità finanziarie. Tra queste rientrano anche le somme provenienti dal reimpiego delle riserve distribuite dalla stessa società.
Giacinti ha inoltre ringraziato il Consiglio regionale e la Prima Commissione per il lavoro svolto durante l’esame della proposta. Con l’approvazione della riforma, il Veneto punta ora a mettere a disposizione delle imprese uno strumento finanziario con un raggio d’azione internazionale più ampio, mantenendo invariato l’impatto sui conti regionali.
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