Veneto, piano per trattenere giovani laureati e ricercatori
29/07/2026
Trattenere i giovani laureati, trasformare i brevetti universitari in opportunità per le imprese e facilitare l’accesso alla casa per studenti e ricercatori. Sono le tre priorità emerse a Venezia durante l’incontro tra la Regione del Veneto e le Parti Sociali, convocato per costruire una strategia condivisa sull’attrattività del territorio, sull’innovazione e sullo sviluppo delle competenze.
Tre linee di intervento per il capitale umano
La riunione è stata presieduta dal presidente della Regione Alberto Stefani, con la partecipazione dell’assessore allo Sviluppo economico, Ricerca, Innovazione e Attrazione degli investimenti Massimo Bitonci e dell’assessora all’Istruzione, Formazione, Competenze e Cultura Valeria Mantovan.
Il confronto prosegue il lavoro avviato il 13 gennaio con l’insediamento del Tavolo Regione-Università. Dopo il dialogo con gli atenei, Palazzo Balbi ha coinvolto sindacati, associazioni imprenditoriali e rappresentanti delle professioni per individuare misure capaci di rendere il Veneto più competitivo e attrattivo per lavoratori qualificati, studenti e ricercatori.
La prima direttrice riguarda il sostegno ai progetti professionali e personali dei giovani laureati. L’obiettivo è creare condizioni lavorative, sociali e abitative che inducano chi ha studiato negli atenei veneti a rimanere sul territorio, riducendo la perdita di competenze verso altre regioni o Paesi.
Il secondo ambito interessa il patrimonio di brevetti, conoscenze e risultati scientifici prodotti dalle università. La Regione intende rafforzare il collegamento tra ricerca e sistema produttivo, favorendo il trasferimento tecnologico e la collaborazione tra atenei e imprese.
La terza linea affronta il problema dell’abitare. Tra le ipotesi allo studio figurano nuove soluzioni per agevolare studenti, dottorandi e giovani ricercatori nella ricerca di alloggi sostenibili dal punto di vista economico, soprattutto nelle città universitarie e nei territori caratterizzati da canoni elevati.
Il calo demografico riduce la futura forza lavoro
Secondo il presidente Stefani, il Veneto deve prepararsi agli effetti di una trasformazione demografica destinata a incidere profondamente sul mercato del lavoro. La diminuzione delle nascite e il progressivo invecchiamento della popolazione comporteranno una riduzione del numero di persone disponibili per le imprese e i servizi.
«La sfida non è soltanto formare i nostri giovani, ma creare le condizioni perché scelgano di costruire qui il proprio futuro», ha dichiarato Stefani. La strategia regionale dovrà quindi integrare occupazione qualificata, innovazione, servizi e qualità della vita, coinvolgendo i soggetti che rappresentano il mondo economico e professionale.
Massimo Bitonci ha posto l’attenzione sulle invenzioni e sulle competenze sviluppate negli atenei, spesso utilizzate solo parzialmente dal sistema industriale. L’assessore ha indicato la necessità di creare una filiera stabile tra università e aziende, capace di trasformare la ricerca in nuovi prodotti, processi produttivi e vantaggi competitivi.
Orientamento, casa e collegamento con le imprese
Valeria Mantovan ha richiamato la necessità di rendere più conosciuti e accessibili i servizi già disponibili, migliorando anche i percorsi di orientamento. La Regione punta a collegare con maggiore efficacia la scuola, l’università e il lavoro, accompagnando gli studenti nelle diverse fasi della formazione e dell’ingresso professionale.
Al tavolo hanno partecipato i rappresentanti regionali di CGIL, CISL, UIL, CISAL, UGL e CONFSAL, insieme alle principali organizzazioni delle imprese, dell’artigianato, del commercio, dell’agricoltura, della cooperazione e delle professioni. Tra queste figurano Confindustria, Confapi, CNA Veneto, Confartigianato, Coldiretti, Confagricoltura, Confcommercio, Confesercenti, Confcooperative, Confprofessioni, Confimi, CIDA e Unioncamere.
Il percorso continuerà con incontri tecnici dedicati all’elaborazione delle misure operative. I gruppi di lavoro dovranno approfondire le proposte emerse e definire azioni condivise per attrarre nuove competenze, sostenere la permanenza dei giovani qualificati e valorizzare la ricerca prodotta nel sistema universitario veneto.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali.