Veneto, stop al lavoro all’aperto nelle ore più calde
17/06/2026
La Regione Veneto introduce nuove misure per proteggere i lavoratori esposti alle alte temperature e alla radiazione solare. Il presidente della Regione ha firmato un’ordinanza contingibile e urgente, in vigore dal 17 giugno al 31 agosto 2026, che vieta lo svolgimento di alcune attività lavorative all’aperto nelle ore più calde della giornata quando il rischio da calore è classificato come alto.
Divieto dalle 12.30 alle 16 nei giorni a rischio alto
Il provvedimento recepisce le Linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore e dalla radiazione solare, condivise l’11 giugno dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. La decisione arriva alla luce delle condizioni climatiche critiche registrate già nelle prime settimane estive e punta a ridurre l’esposizione al caldo nei settori più vulnerabili.
L’ordinanza dispone il divieto di lavoro all’aperto dalle 12.30 alle 16 nei settori agricolo e florovivaistico, nei cantieri edili all’aperto e nelle cave. La limitazione scatterà nelle giornate e nelle aree del Veneto in cui il sistema di previsione elaborato dal progetto Worklimate di INAIL e CNR segnalerà un livello di rischio alto per i lavoratori esposti al sole e impegnati in attività fisica intensa.
Il divieto si applica quando, anche dopo l’adozione delle misure di prevenzione previste dalla normativa vigente e dalle linee guida regionali, permangono rischi rilevanti per la salute dei lavoratori. Restano validi gli eventuali accordi aziendali che prevedano misure equivalenti o più favorevoli per la tutela del personale.
Raccomandate rotazioni e riduzione dell’esposizione
La Regione raccomanda l’applicazione delle linee di indirizzo anche in tutte le attività svolte all’aperto e negli ambienti chiusi non climatizzati che risentono delle condizioni meteorologiche esterne. Il caldo intenso, infatti, può incidere non solo sui lavoratori direttamente esposti al sole, ma anche su chi opera in spazi interni senza adeguato raffrescamento.
Tra le principali indicazioni rivolte ai datori di lavoro c’è la necessità di limitare o evitare, dove possibile, le attività nelle ore più calde della giornata. Viene inoltre raccomandata l’adozione di misure organizzative come la rotazione del personale, la riduzione dei tempi di esposizione al caldo e l’utilizzo degli strumenti di valutazione disponibili, compresi quelli messi a disposizione dal Portale Agenti Fisici e dal progetto Worklimate.
Le misure dovranno tenere conto anche delle indicazioni della sorveglianza sanitaria aziendale, soprattutto nei casi in cui i lavoratori siano impegnati in mansioni fisicamente intense o presentino condizioni che li rendono più vulnerabili allo stress termico.
Esclusi gli interventi di pubblica utilità
Sono esclusi dal divieto gli interventi di pubblica utilità, protezione civile e salvaguardia della pubblica incolumità svolti dalle Pubbliche Amministrazioni, dai concessionari di pubblico servizio e dai relativi appaltatori. Anche in questi casi, però, i datori di lavoro dovranno adottare adeguate misure organizzative e di sicurezza per ridurre il rischio derivante dall’esposizione al caldo.
L’ordinanza si inserisce nel percorso già avviato dalla Regione Veneto per la gestione del rischio da calore negli ambienti di lavoro. A maggio la Giunta regionale aveva approvato lo schema del Protocollo d’Intesa finalizzato alla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, condiviso con istituzioni competenti e parti sociali rappresentative.
La decisione è stata adottata dopo la riunione straordinaria del Comitato regionale di coordinamento delle attività di prevenzione e vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Il Comitato ha valutato la necessità di un provvedimento urgente, valido su tutto il territorio veneto, per fronteggiare l’impatto delle alte temperature sulla salute di chi lavora nei settori più esposti.
Con l’avvio dell’estate, il Veneto introduce quindi una cornice operativa che combina divieti temporanei, valutazione del rischio e misure organizzative. L’obiettivo è prevenire colpi di calore, malori e condizioni di stress termico, senza fermare in modo indiscriminato le attività, ma intervenendo nelle giornate e nelle fasce orarie in cui il rischio per i lavoratori diventa più elevato.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to