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Crisi Electrolux, Stefani: “No ai licenziamenti lineari, va ritirato il piano industriale”

19/05/2026

Crisi Electrolux, Stefani: “No ai licenziamenti lineari, va ritirato il piano industriale”

“I tagli lineari annunciati da Electrolux sono inaccettabili”. È la posizione espressa dal presidente della Regione Veneto Alberto Stefani in vista del tavolo convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy il prossimo 25 maggio per affrontare la crisi del gruppo degli elettrodomestici.

Il governatore veneto chiede il ritiro integrale del nuovo piano industriale presentato dall’azienda, che prevede una forte riduzione degli organici, e sollecita invece un vero progetto di rilancio produttivo.

“Dietro i numeri ci sono famiglie e territori”

“Di fronte alla crisi che coinvolge Electrolux non possiamo accettare logiche fatte solo di numeri e percentuali – dichiara Stefani –. Dietro ogni posto di lavoro ci sono persone, famiglie, competenze e intere comunità che hanno contribuito a fare grande il settore dell’elettrodomestico italiano”.

Secondo il presidente della Regione, il piano dell’azienda rischia di trasformarsi in una semplice operazione di riduzione del personale senza prospettive industriali concrete.

“Chiedo il ritiro integrale del piano industriale, senza licenziamenti, ed attendo da parte dell’azienda un vero programma di rilancio, e non soltanto una riduzione lineare della forza lavoro”, aggiunge.

Fino a 1.900 lavoratori coinvolti

Stefani richiama anche i numeri della crisi: il piano prevederebbe un taglio del 40% degli addetti che, considerando anche i contratti a termine, potrebbe coinvolgere fino a 1.900 lavoratori, con ricadute pesanti sull’intero indotto.

“Numeri che per noi significano famiglie, professionalità e futuro produttivo del territorio”, sottolinea il presidente.

“Settore in crisi tra delocalizzazioni e concorrenza estera”

Il tema è stato affrontato anche nel recente tavolo interregionale tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, durante il quale è emersa la difficile situazione del comparto europeo degli elettrodomestici.

Secondo Stefani, il settore paga anni di delocalizzazioni produttive, la crescente concorrenza asiatica e turca, l’aumento dei costi energetici e delle materie prime e un eccesso di regolamentazione europea che avrebbe ridotto la competitività delle imprese continentali.

“Difendere la manifattura italiana”

Il presidente del Veneto evidenzia inoltre il ruolo strategico degli stabilimenti Electrolux per il sistema industriale italiano.

“Parliamo di marchi che hanno fatto la storia dell’elettrodomestico a livello mondiale e che rappresentano un patrimonio industriale, produttivo e occupazionale strategico per il nostro Paese”, afferma.

Stefani chiede quindi una strategia industriale nazionale ed europea capace di sostenere la manifattura e contrastare delocalizzazioni e concorrenza sleale: “Non possiamo permettere che l’Europa perda pezzi fondamentali del proprio sistema produttivo”.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to