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Veneto, per le piccole imprese 376 milioni di extracosto energia

24/09/2026

Veneto, per le piccole imprese 376 milioni di extracosto energia

Le micro e piccole imprese del Veneto sostengono un extracosto per l’energia elettrica stimato in 376 milioni di euro rispetto a quanto spenderebbero applicando i prezzi medi dell’Unione europea. Il dato, elaborato da Confartigianato, colloca la regione al secondo posto in Italia dopo la Lombardia e rappresenta il 10,2% dei 3,67 miliardi di euro di maggiore spesa complessivamente attribuiti alle MPI italiane rispetto alla media europea.

Verona prima per extracosto, seguono Treviso, Vicenza e Padova

L’impatto varia tra le province venete e riflette anche la dimensione dei rispettivi sistemi produttivi e i consumi energetici delle imprese. Secondo l’analisi, l’extracosto più elevato si registra a Verona, con 82 milioni di euro. Seguono Treviso, Vicenza e Padova, tutte con una stima pari a 66 milioni.

A Venezia il maggiore costo rispetto alla media europea viene quantificato in 62 milioni di euro, mentre Rovigo raggiunge 22 milioni e Belluno 11 milioni. Confartigianato precisa che queste cifre rappresentano una stima complessiva relativa al sistema delle micro e piccole imprese di ciascun territorio e non l’aumento della bolletta di una singola azienda.

I dati sono stati presentati durante la 22ª edizione della convention Energies and Sustainability Confartigianato High School, organizzata a Domus de Maria, in provincia di Cagliari.

In Italia elettricità più cara del 17,9% rispetto alla media Ue

A livello nazionale, secondo l’elaborazione di Confartigianato, le piccole imprese pagano l’elettricità mediamente 25,99 centesimi di euro per kWh, un valore superiore del 17,9% rispetto alla media dell’Unione europea.

Un elemento particolarmente rilevante riguarda la componente fiscale e parafiscale delle bollette, composta da accise e oneri generali. Per le piccole imprese italiane questa voce raggiunge 5,44 centesimi per kWh ed è indicata come superiore del 47,4% rispetto alla media europea. Il livello risulta il terzo più alto nell’Ue, dopo Polonia e Cipro.

La differenza aumenta per le attività con consumi energetici più contenuti. Per le imprese che utilizzano meno di 20 MWh, il divario relativo al prelievo fiscale arriva infatti al 75,5%. È proprio questo meccanismo che, secondo Confartigianato, finisce per incidere maggiormente sulle aziende di dimensioni ridotte.

Famiglie venete, 216 milioni di maggiore spesa

L’analisi prende in considerazione anche l’impatto dei rincari sulle famiglie. Tra febbraio e agosto 2026, in Veneto viene stimata una spesa aggiuntiva complessiva di 216 milioni di euro, associata a un incremento cumulato del 14,8% per elettricità, gas e altri combustibili domestici.

Il Veneto registra così l’aumento percentuale più elevato tra le regioni italiane considerate. Per valore assoluto della maggiore spesa, davanti si colloca la Lombardia con 329 milioni di euro e un incremento dei prezzi del 12,3%. Seguono Lazio con 166 milioni, Emilia-Romagna con 155 milioni e Piemonte con 144 milioni.

Nel dettaglio provinciale veneto, l’aggravio viene stimato in 42 milioni di euro a Verona, dove l’aumento dei prezzi raggiunge il 15,5%. Padova registra 41 milioni e un incremento del 14,6%, Treviso 38 milioni con +15%, Venezia 38 milioni con +14,9% e Vicenza 37 milioni con +14,6%. Rovigo e Belluno si attestano entrambe a 10 milioni, rispettivamente con rincari del 14,4% e del 14,7%.

Confartigianato chiede di riequilibrare gli oneri in bolletta

Il presidente di Confartigianato Imprese Veneto, Roberto Boschetto, richiama l’attenzione sulle conseguenze per un territorio caratterizzato da una forte presenza manifatturiera e da numerose filiere produttive. Il costo dell’energia, osserva l’associazione, entra direttamente nei costi di produzione di officine, laboratori, attività artigiane e imprese che utilizzano macchinari e impianti energivori.

Secondo Boschetto, il problema riguarda anche il modo in cui fiscalità e oneri vengono distribuiti tra le diverse categorie di utenti. Un’incidenza maggiore sulle realtà più piccole può tradursi, secondo Confartigianato, in uno svantaggio competitivo rispetto alle imprese europee che affrontano prezzi e strutture tariffarie differenti.

L’associazione chiede quindi interventi sulla composizione delle bollette, con un riequilibrio del peso degli oneri di sistema e della fiscalità, insieme a una maggiore prevedibilità dei costi energetici. Tra le richieste figurano anche condizioni più competitive per l’accesso all’energia e tempi certi per gli investimenti legati alla transizione energetica.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali.